Musei Civici di Bosa

Museo Casa Deriu in Corso Vittorio Emanuele II, 59 racconta uno spaccato della vita in una casa nobiliare nel cuore della Città di Bosa. La Casa conserva gli arredi originali, gli spazi destinati alla servitù, e la biancheria con i ricami ed il filet vanto delle artigiane di Bosa. Nei 3 piani dell'edificio sono ospitate mostre temporanee e permanenti come la mostra di 18 opere provenienti dal Convento dei Cappuccini di Bosa appena restaurate (dipinti ad olio su tela e statue lignee policrome)  delXVIII secolo di scuola sarda e sarda-napoletana;

Raccolta Melchiorre Melis che si compone di opere di indiscutibile valore pittorico e rappresentatività storica come i pregevoli studi decorativi di interni e le lavorazioni in ceramica, con cottura degli smalti a terzo fuoco, la grafica pubblicitaria in epoca fascista e i dipinti libici ispirati al periodo vissuto in Libia;

Pinacoteca Atza nel corso Vittorio Emanuele II di fronte alla Casa Deriu permette di conoscere il percorso dell'artista con una significativa esposizione delle principali opere dalle famose "Sabbie" dipinte alla fine degli anni cinquanta, ai "Blues" dei primi anni sessanta e alle opere di chiara ispirazione futurista, come l'Autoritratto e i Venditori di brocche che assieme agli "Aquiloni" descrivono la portata culturale della sua innovazione artistica. Nel museo uno spazio è dedicato alle opere dei vari artisti con i quali Atza aveva stretto rapporti di amicizia: Stanis Dessy, Giovanni Thermes e Giovanni Pisano;

Museo delle Conce è stato realizzato in uno degli edifici sorgono ancora lungo la sponda sinistra del Temo, in prossimità del Ponte Vecchio, risalente al 1700. Conosciute con il nome di Sas Conzas (le conce) in Città si arrivò a contare fino a 30 opifici attivi nell'epoca d'oro. Le Concerie, assieme alle miniere del Sulcis, sono un simbolo di archeologia industriale della Sardegna. La tradizione conciaria di Bosa risale all’antica Roma. Riscoperta nel Seicento, crebbe sino a diventare attività floridissima dal secondo Ottocento a tutta la prima metà del Novecento.  L'arte di manipolare le pelli fresche, fino ad ottenere delle produzioni di altissima qualità, e la disponibilità di uno dei pochi porti sicuri dell'Isola fecero di Bosa, per quasi un secolo, la capitale delle concerie in Italia, apprezzata in tutta Europa e oltreoceano.

Torre di Bosa Marina fu costruita nella metà del XVI secolo sugli affioramenti trachitici dell’Isola Rossa a difesa della foce del Temo e della città. più esposto ai pericoli ed anche il più ambito dalle incursioni nemiche. All'epoca della costruzione lo scoglio su cui sorge la torre era separato dalla terraferma: da qui il nome di Isola Rossa. Con la costruzione del binario ferroviario che consentiva il trasporto delle merci fino alle imbarcazioni venne unito alla terraferma.  Il periodo di esercizio proseguì fino alla metà del XIX secolo, quando il Regno d’Italia ne decise la dismissione.

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